Se nelle prossime ore i diversi livelli della Magistratura decideranno che le liste PDL del Lazio ed il Listino di Formigoni in Lombardia sono presentabili, lo potranno fare esclusivamente sulla scorta di una "nuova" interpretazione decisa dal Governo. Ciò dimostra - al di là di ogni ragionevole dubbio - come, prima di questo intervento "a gamba tesa" nella competizione elettorale in corso, la lista laziale del PDL ed il Listino di Formigoni risultassero scorrette, incomplete e senza i crismi dell'ufficialità previsti dalla legge e per questi motivi inaccettabili.Tra una ventina di giorni si andrà comunque a votare.
La destra non potrà "cavalcare" la strumentalizzazione antidemocratica, e non potrà far dimenticare agli italiani, ad esempio, come la tracotanza del suo governo - per meschini calcoli di potere - abbia condannato una città importante come Bologna a più di un anno di assenza di un Sindaco democraticamente eletto. Il PD, anche in questo caso, ha dimostrato come non sia disposto ad alcun baratto, in quando la legalità è il filo conduttore che ispira la sua politica.
Il 28 e 29 marzo Berlusconi ed i suoi alleati dovranno fare i conti con gli elettori italiani - ed in prima battuta con gli elettori del Lazio e della Lombardia - stanchi, delusi e stomacati del panorama disastrato che da troppo tempo sta offrendo il PDL, tra guerre intestine e lotte per accapparrarsi i posti migliori in vista del dopo-Berlusconi.
Il 28 e 29 marzo i cittadini, con il voto, avranno nelle proprie mani la possibilità di punire l'approssimazione, il dilettantismo, l'arroganza, la profonda divisione e lo spregio per le regole che caratterizzano il PDL e la destra, ormai in forme sempre più evidenti e sempre meno nascondibili.
Le elezioni regionali del 28 e 29 marzo diventano così un'occasione di scelta fondamentale tra chi preferisce la via di una democrazia partecipata e correttamente regolamentata e chi, al contrario, è disposto ad accettare una situazione nella quale il più forte abbatte il più debole, il più prepotente abbatte il più corretto, il più ricco affossa il più povero.
Pietro Aceto e Deo Fogliazza
Cantiere dell'Ulivo


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